Oltre il mito della superiorità umana: una nuova visione del nostro rapporto con gli animali
Le nostre idee, convinzioni radicate e il condizionamento culturale in cui siamo immersi possono ostacolare la nostra capacità di comunicare in modo libero, aperto e autentico con gli esseri di tutte le specie.
Schemi mentali, abitudini e preconcetti creano separazione e limitano profondamente la possibilità di una comunicazione chiara, connessa e sincera con gli esseri non umani.
La convinzione che l’essere umano sia “più evoluto” delle altre specie è profondamente intrecciata alla nostra cultura, ai sistemi educativi e a molte tradizioni spirituali e religiose.
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Per lungo tempo, l’umanità ha dato per scontato di occupare il gradino più alto della scala evolutiva: fisicamente, mentalmente, emotivamente e spiritualmente. Questa visione si riflette anche in molte correnti spirituali moderne, dove si incontrano spesso idee come:
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l’essere umano come forma di vita più evoluta
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l’incarnazione umana come traguardo finale dell’evoluzione dell’anima
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l’equazione “cervello più grande = maggiore intelligenza e consapevolezza”
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animali visti come esseri meno consapevoli o “inferiori”
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relazioni con gli animali considerate un allenamento per quelle umane
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animali descritti come semplici, puri, ma meno consapevoli o avanzati
Queste sono tutte costruzioni mentali umane e, proprio per questo, limitano la possibilità di entrare in una relazione autentica, paritaria e multidimensionale con gli esseri non umani.
Gli esseri umani non sono necessariamente la forma di coscienza più sviluppata del pianeta. Gli animali non sono “meno di”: non meno evoluti, non meno consapevoli, non meno spirituali. Sono esseri completi, con una propria anima, un proprio scopo, una propria saggezza ed esperienza di vita.
Basti pensare alla loro straordinaria capacità di sopravvivere e di prendersi cura della prole in un ambiente naturale spesso ostile, senza il supporto della tecnologia o di una società strutturata come la nostra. In questo senso, la loro intelligenza, adattabilità e resilienza superano di gran lunga le nostre: la maggior parte degli esseri umani, privata di tali strumenti, difficilmente riuscirebbe a sopravvivere a lungo in natura.
In molti ambiti, siamo noi ad apparire meno sviluppati. Vari studi scientifici continuano a dimostrare le straordinarie capacità sensoriali e percettive degli animali, delle piante e degli alberi — capacità che spesso noi umani abbiamo dimenticato o perso.
Nella mia esperienza personale e nel lavoro con gli animali, incontro frequentemente esseri profondamente consapevoli, con un senso naturale di connessione col tutto. Non di rado, sono proprio loro a percepire l’essere umano come disconnesso, confuso o separato.
È comune sentir dire che gli animali “riflettono” i loro umani. A volte questo accade, ma ridurre gli animali a semplici specchi è limitante. Gli animali sono individui, con una propria personalità, un proprio percorso, esperienze, desideri, paure e lezioni di vita. Quando entro in comunicazione con un animale, non cerco ciò che sta mostrando del suo umano, ma chi è lui, nella sua essenza.
Quando iniziamo a vedere davvero l’animale per ciò che è — e non per ciò che rappresenta per noi — il suo comportamento smette di sembrare un problema e inizia ad avere senso.
Gli animali non sono qui per servirci, guarirci o farci evolvere, non sono strumenti spirituali, né estensioni del nostro percorso personale. Sono esseri completi, con un proprio cammino, che a volte si intreccia profondamente col nostro. Riconoscerli come tali è un atto di rispetto e di consapevolezza.
Non siamo i loro proprietari, e loro non sono nostre proprietà, indipendentemente da ciò che stabiliscono le leggi.
Quando lasciamo andare l’idea di superiorità e iniziamo a relazionarci agli animali come pari, diversi nel corpo ma simili nella capacità di sentire, comprendere e comunicare, qualcosa cambia profondamente, la comunicazione autentica nasce in modo naturale, le barriere cadono, la relazione diventa uno spazio di crescita reciproca.
Questo atteggiamento di umiltà, apertura e disponibilità ad ascoltare ha il potenziale di trasformare non solo il nostro rapporto con gli animali, ma anche il modo in cui la nostra specie si relaziona alla vita nel suo insieme.
Possiamo fare di meglio, è tempo di ricordare che non siamo separati dalla vita, ne facciamo parte. Gli animali lo sanno già, stanno solo aspettando che anche noi ce ne rendiamo conto.









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