Come posso distinguere tra i miei pensieri e la reale comunicazione proveniente da un animale?
È una delle domande che mi viene spesso posta dai miei allievi.
Distinguere una comunicazione autentica dalle idee, dai pensieri e dalle proiezioni della nostra mente razionale è una delle difficoltà più grandi che noi esseri umani incontriamo nel recuperare la nostra naturale capacità di comunicare telepaticamente, e la differenza è profonda.
Nella nostra cultura, infatti, siamo abituati a dare valore soprattutto alla mente: al pensiero logico, all’intelletto, ai processi mentali della comprensione e del controllo che appagano il nostro ego. Mentre tutto ciò che riguarda l’intuizione, la percezione, il sentire profondo viene spesso ignorato o sottovalutato, così tanto, che molte persone non si rendono nemmeno conto che esiste un altro modo di conoscere, di percepire e di comunicare completamente diverso dal pensiero mentale.

Quando iniziamo a comunicare telepaticamente con gli animali (o con altri esseri non umani come alberi, piante o altri aspetti della natura), può nascere confusione perché ci aspettiamo che la comunicazione funzioni come il linguaggio umano.
Ma non è così. Gli animali non comunicano in “frasi” o parole, ma attraverso percezioni, sensazioni, immagini, emozioni, è come ricevere un pacchetto completo di conoscenza che va ben oltre ciò che il linguaggio può esprimere.
Noi poi traduciamo tutto questo in parole, ma quella è già una traduzione umana.
Come distinguere la comunicazione autentica
Ecco alcune caratteristiche che possono aiutarti a riconoscere quando stai ricevendo una comunicazione telepatica reale.
1. È veloce
La comunicazione autentica è immediata, quasi istantanea. Proprio per questo spesso viene ignorata: arriva così velocemente che la mente la “salta”.
2. Ti sorprende
Spesso contiene informazioni che:
• non ti aspettavi
• sono diverse dal tuo punto di vista
• non avresti pensato da solo
3. È completa e multisensoriale
Non arriva come una semplice frase, ma come una comprensione globale che può includere al contempo:
• immagini
• emozioni
• sensazioni
• consapevolezze
4. Si riceve nel corpo
La comunicazione autentica non è mentale, ma corporea.
Può manifestarsi come:
• una sensazione nel cuore
• una percezione nel ventre
• un “sentire profondo”
Spesso accompagnata da:
• brividi
• formicolii
• calore
• emozione
• lacrime
Quando invece è la mente: le comunicazioni che provengono dal pensiero hanno caratteristiche molto diverse.
1. Sono cariche di interpretazioni umane perché stai “mettendo tu qualcosa” nella comunicazione
Spesso includono:
• storie
• giudizi
• drammi
• proiezioni
2. Hanno una forma mentale riconoscibile
Frasi tipiche sono:
• Penso che…
• Forse…
• E se…
• Non so se…
questo è già un segnale che sei nella mente.
3. Creano tensione
Quando sei nella mente:
• senti pressione nella testa
• il corpo è teso
• tendi a “spingere” per capire
stai cercando di controllare invece che ricevere.
Tornare alla ricezione
Quando ti accorgi di essere nella mente:
• fai un respiro
• rilassa il corpo
• porta attenzione ai piedi e al contatto con la Terra
• torna nel cuore
questo ti riporta in uno stato di apertura e ricezione.
Un percorso di pratica
Distinguere tra comunicazione autentica e pensiero richiede:
• pratica
• esperienza
• sensibilità
• guida
La comunicazione telepatica è una capacità naturale, condivisa da tutte le specie, ma nel momento in cui la stiamo riscoprendo, è normale confondersi.
Un aspetto importante
Anche se tutti abbiamo questa capacità non significa che siamo subito pronti a usarla per aiutare gli altri. Serve un percorso personale di chiarezza.
Gli animali sono i nostri maestri
Gli animali comunicano attraverso una consapevolezza multidimensionale che noi esseri umani stiamo appena iniziando a riscoprire. Possiamo imparare moltissimo da loro se lasciamo da parte aspettative, idee, interpretazioni e ci avviciniamo con presenza, apertura del cuore e disponibilità ad ascoltare davvero.
La comunicazione autentica non è qualcosa da “capire”, è qualcosa da sentire, ricevere e riconoscere.












